Amandola, in breve
Amandola è un comune italiano di 3 179 abitanti della provincia di Fermo nelle Marche.
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Le scoperte archeologiche dei secoli XX e XXI hanno evidenziato come l'odierno territorio di Amandola, della vicina Comunanza e dell'intero circondario dei monti Sibillini risultasse abitato fin dall'antichità, in particolare dai Piceni e dai Romani, dopo la vittoria conseguita da questi ultimi nella guerra picentina (267 a.C.). Ai piedi del Monte Amandola sarebbe infatti sorto l'abitato piceno di Cisiana, sintomo della presenza in loco della Gens Caesia, coinvolta nell’allevamento ovino su grande scala, la cui presenza è attestata epigraficamente nel I secolo d.C. in numerosi distretti dell'antico Piceno.
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La cittadina presenta un centro storico che attesta la ricchezza del suo passato e soprattutto la fioritura del proprio artigianato. Anche oggi la lavorazione del legno, il restauro e l'antiquariato del mobile, l'arte del merletto, sono presenti e di notevole interesse. Amandola da molti anni si è caratterizzata come centro turistico montano ricco di una efficiente ricettività e con impianti sportivi e ricreativi che rendono piacevole il soggiorno. la Chiesa di Sant'Agostino o santuario del Beato Antonio, è una delle costruzioni più significative della cittadina, risalente al XV secolo, caratterizzata da un portale in stile gotico di ispirazione veneziana, e da un campanile realizzato da P. Lombardo.
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Ristrutturato e ampiamente funzionante, l'antico teatro "La Fenice" ospita associazioni culturali, teatrali, dialettali, che si esibiscono dal vivo. Sono presenti inoltre, numerose associazioni sul territorio amandolese, che variano in ambiti diversi, alcuni dei quali legati alla sensibilizzazione dei cittadini e verso la promozione della cultura stessa. Per anni si è tenuto il festival del teatro, che richiamava centinaia di spettatori. Di seguito vengono descritte alcune specialità culinarie tipicamente picene e marchigiane, diffuse finanche nel territorio di Amandola: Crispella: simile ad una frittella. Coppa maritata: fetta di pane raffermo imbevuta nell'uovo sbattuto come per fare la frittata, e successivamente fritta in olio bollente.
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Di seguito vengono descritte alcune specialità culinarie tipicamente picene e marchigiane, diffuse finanche nel territorio di Amandola: Crispella: simile ad una frittella. Coppa maritata: fetta di pane raffermo imbevuta nell'uovo sbattuto come per fare la frittata, e successivamente fritta in olio bollente. Vincisgrassi: specie di lasagna rossa al forno, il cui sugo di pomodoro incorpora pezzi di carne mista di pollo, maiale e bovino. Fregnaccia: pasta sfoglia delle lasagne condita con sugo ed arrotolata, oppure semplicemente condita con pecorino grattugiato e pepe nero. Pancetta, rinomata per la sua preparazione. Lo 'Ngriccio, è una minestra composta da patate e vari legumi. Il mistrà, liquore ottenuto dalla distillazione del vino e semi di anice. Vino cotto.
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L'agricoltura occupa ancora una considerevole porzione della forza lavoro amandolese. Le attività più diffuse sono: la coltivazione di cereali (frumento, orzo, granturco) e patate; il taglio del legname nei boschi presenti sul territorio; la coltivazione di alberi da frutto, ed in particolare la raccolta di ciliegie, noci, castagne e mandorle; la tartuficoltura, sviluppatasi soprattutto a partire dagli anni '90 del XX secolo; la pastorizia; l'allevamento di animali da cortile. Tra le attività economiche più importanti di Amandola vi sono quelle artigianali: sono diffuse la lavorazione del legno e del ferro, finalizzate alla realizzazione di una vasta gamma di prodotti, nonché alla produzione di mobili e di arredi.
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Amandola poggia sopra tre colli dell'alta valle del Tenna che prendono i nomi dai castelli che vi erano presenti fin da prima la sua nascita: Agello, Leone e Marrubbione. Il più alto ed abitato è Castel Leone e raggiunge un'altezza di circa 550 m s.l.m. La città è situata sulla destra del torrente Bora (o Callugo) e a sinistra del fiume Tenna, che la separa dalla zona industriale. Si trova a circa 10 km dalla vetta del monte Castelmanardo (1917 m s.l.m.), appartenente alla catena dei Monti Sibillini, la quale chiude il suo territorio ad ovest. Verso est si apre la valle del Tenna, dove il comune di Amandola arriva fino alle sponde del lago di San Ruffino;
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